Nella storia le mappe sono state sempre usate per viaggiare nel mondo, rappresentare le battaglie e annotare il mondo circostante. Ultimamente la cartografia è diventata con i satelliti così precisa che le mappe fatte a mano sono praticamente da collezione. I dati ricavati con l’elaborazione digitale sono tantissimi e sempre più precisi. Una svolta importante si è avuta con la cartografia digitale ed i dati in essa contenuti sono stati, negli anni più recenti, sottoposti a chiusure e protezioni. Ogni porzione di mappa di una certa dimensione, ed i relativi dati contenuti, sono a pagamento e l’uso libero non è più possibile. La cartografia digitale recente è ormai quasi completamente composta da dati GIS di elevata qualità e precisione, che hanno prodotto carte di definizione elevatissima con informazioni dettagliatissime, assolutamente impensabili fino a pochi anni fa. Le mappe sono consultabili in molte parti per un uso molto basilare di semplice consultazione, ma non è possibile l’uso libero per studi o attività di università e centri di ricerca. Non è possibile usare i dati grezzi che compongono le mappe e quindi si riesce a malapena ad usare la loro rappresentazione grafica per pianificare un viaggio, vedere una conformazione di fisica del territorio o nulla di più.
Nel 2004 Steve Coast ha pensato di iniziare a creare delle mappe del Regno Unito, tramite grandi moli di dati raccolti da organizzazioni governative. Sfortunatamente non ci riuscì (il progetto partì a luglio 2004. L’idea della Foundation avvenne più tardi perché se ne intuirono le potenzialità, ma come progetto ‘normale’ partì tranquillamente), ma l’idea non morì con quel fallimento, anzi due anni più tardi, nel 2006, portò a fondare la OpenStreetMap Foundation con lo scopo preciso di incoraggiare la crescita, lo sviluppo e la distribuzione di dati geografici liberi per chiunque li voglia usare e condividere.

I volontari della fondazione crearono un software in java per editare i dati raccolti, controllarli e consultarli anche in modalità offline. A questa iniziativa aderì Yahoo che accettò di fornire l’accesso alle sue mappe aeree per sviluppare le mappe libere. Con il passare degli anni gli strumenti sono migliorati e nel 2013 è stato rilasciato dopo un intenso sviluppo Potlatch 2 che unito alle mappe aeree di Bing messe a disposizione da Microsoft ha permesso di incrementare la partecipazione e precisione dei volontari che hanno continuato nel loro incessante lavoro. Tutto questo ha portato a più di 4 milioni di utenti nel 2017 e 4 milioni di nodi geografici.
Per questo meraviglioso progetto abbiamo avuto il piacere di avere una intervista con Alessandro Palmas ex Project Manager OpenStreetMap Italia.

4Green Domanda 1 : Alessandro prima di tutto grazie per avere accettato questa intervista. Come è iniziata la tua storia con OpenStreetMap e la cartografia?

Grazie a voi, accetto sempre di buon grado per avere l’opportunità di divulgare informazioni su OSM. 
A fine anni ‘80 il mio primo vero lavoro fu in un’azienda che produceva sistemi di cartografia navale con hardware basato sull’Intel 80188 (LOL) e la cosa mi affascinava.
Molto tempo dopo, nel 2007 da alcuni mesi lanciavo di tanto in tanto qualche ricerca per trovare un sistema per condividere percorsi stradali e sentieri. Il 21 dicembre mi imbattei nel sito openstreetmap.org che presentava un’Italia desolatamente semi vuota ma entrai lo stesso nella ‘wiki’ (la sezione documentale): dopo 40’ mi convinsi che quello era il progetto che cercavo, mi registrai e iniziai la sera stessa a inserire primi oggetti.
Ora eccomi qua, con all’attivo quasi 1,1 milioni di punti inseriti con l’account principale e oltre 700.000 con quello usato per gli import massivi.

4Green Domanda 2 : Vuoi chiarirci meglio cosa offre a tutti OSM ?

Non è semplice in poco spazio. Potremmo dire che chi decide di non affidarsi alle “solite tranquillizzanti mappe” sceglie la pillola rossa di Matrix1. Potrei dire la libertà, ma vi invito a pazientare un poco, perché la libertà è sempre il tragitto meno semplice.
Le persone sono mediamente pigre: trovare la stessa mappa su pc e su dispositivi mobili con altissimo grado di usabilità e un sacco di servizi integrati è il massimo. Facile quindi abituarsi e usare solo quelle. E facile pensare che l’informazione geografica sia quella e nulla di più.
L’altro lato della medaglia è che a volte si trovano errori notevoli (a volte voluti, che si chiamano Easter eggs), la copertura della sentieristica è quasi nulla, quando si è offline abbiamo notevoli problemi. Per non parlare dei limiti d’uso delle cartografie commerciali.
E come tutti i monopoli di fatto la storia si ripete: prima ti abituano e offrono quasi tutto gratuitamente, ma dopo alcuni anni la musica cambia. Ma essi contano sulla pigrizia. E’ accaduto alcuni anni fa con una (bizzarra, per chi è abituato a Linux) serie di sistemi operativi, accade oggi con le mappe. Avete notato che da giugno 2018 moltissimi siti che presentano mappe non funzionano molto bene? Accade perché il monopolista di fatto ha deciso che era arrivato il momento di iniziare ad andare all’incasso di tutta la gratuità degli anni precedenti.
E le aziende o startup italiane che vogliono fare business con dati geografici quasi sempre acquistano dati in America, dati che provengono da utenti italiani e spesso anche da P.A. italiane che donano i propri dati per vederli sulle mappe Google.
Come se nel secolo scorso scoprendo dei pozzi di petrolio in Italia li avessimo donati agli americani per poi andare da loro ad acquistare la benzina.
Ma veniamo a OSM.
Offre licenze di tipo Creative Commons, e precisamente la mappe sono sotto la CC BY-SA, il database (il vero tesoro di OSM) ha licenza OdbL2, che nella pratica funziona come una CC BY-SA (ai database le licenze CC non sono applicabili).
L’universo OSM è e resterà sempre libero.

https://it.wikiquote.org/wiki/Matrix
https://www.openstreetmap.org/copyright

Chiunque può sempre scaricare gratuitamente porzioni piccole, grandi o l’intero database OSM.

Il sito degli estratti italiani ospitati da server della Wikimedia Foundation 
http://osm-estratti.wmflabs.org/estratti

E’ un sistema wiki: ognuno può creare, modificare, aggiungere proprietà agli oggetti o anche cancellarli. Le modifiche effettuate sono disponibili a tutti l’istante successivo che sono state caricate. Le mappe invece, il prodotto del rendering del database, impiegano da pochi secondi sino a molte ore per aggiornarsi.

Interrogazione del database OSM tramite le Overpass API: 2043 tra ristoranti e fast food nel comune di Roma

Questa apparente anarchia in realtà porta ad avere una qualità dei dati certamente eterogenea da zona a zona, ma complessivamente buona o anche ottima nelle zone con una maggior presenza di mapper (persone che attivamente contribuiscono a OSM). Oltre ai singoli contributori vi sono numerosissimi strumenti e siti che monitorano e aiutano a migliorare la qualità. E infine ci sono le grandi aziende che fanno business coi dati OSM che al loro interno hanno dei team di QA.
Parliamo di aziende del nome di Microsoft, Facebook e Apple ma anche Mapbox e altre.
Il database OSM è estremamente resiliente: oltre a parecchie repliche in diverse parti del mondo mantiene lo storico completo di tutti gli oggetti presenti nel DB e una gigante metadatazione che sempre per ogni oggetto registra utente, data e ora, sw utilizzato per le modifiche, ecc.. Questo permette di ripristinare in brevissimo tempo eventuali errori, voluti o no.
Entrando nel tecnico possiamo dire che il database è in PostGRES con estensioni PotGIS e le sue API permettono di mantenere una replica aggiornata al minuto primo.
Ovviamente tutta la struttura si basa su software libero. E chiunque con un minimo di conoscenze tecniche potrebbe creare una propria copia del database, o più probabilmente di una porzione di esso).

Dal punto di vista dell’utilizzo diciamo subito che questo enorme database (è da alcuni anni la più grossa collezione di dati georeferenziati al mondo) attira moltissimi sviluppatori, molti dei quali anche mappers. Il risultato è una marea di strumenti e applicazioni che permettono le più disparate interazioni differenti livelli di complessità (provate ad esempio e cercare OpenStreetMap nei progetti Github).

Gli oggetti, e le proprietà di essi, inseribili nel database non sono limitati da una tabella come potrebbe avvenire ad esempio in un DB Topografico di un comune o regione, ma tende a crescere col tempo. Questa flessibilità, a volte arma a doppio taglio, ha portato a mappare talune categorie di oggetti con elevati livelli di dettaglio.
La struttura del database non è a layer, cosa che fa sobbalzare i cartografi tradizionali, ma categorizza gli oggetti per mezzo della sua ontologia.

I dati che compongono il Colosseo visti dall’editor JOM. Ad oggi ha ben 70 etichette (tag)

4 Green Domanda 3 : Fino a che punto un utente comune può contribuire a OSM ?

Io mi considero un utente comune che mappa da quasi 11 anni e senza particolari conoscenze GIS riesco a fare virtualmente di tutto.
Ovviamente i nuovi utenti sono invitati a compiere piccole modifiche per impratichirsi col sistema. Via via prenderanno familiarità con editor con più funzionalità o aggiungendo plugin per potenziarne o velocizzarne la operazioni. 
Consiglio di iscriversi alla mailig list nazionale e al canale Telegram OpenStreetMap Italia per ricevere consigli (non abbiate paura di fare domande sciocche, abbiamo iniziato tutti da zero).
Parliamo degli utilizzi più comuni, perché in realtà il limite è dato dalla fantasia.
Ci sono i tradizionali servizi di routing, ricerca di POI e caratteristiche utilizzabili tramite app o siti web, ovviamente anche utilizzabili offline (se sono in montagna posso consultare mappa o interrogare i dati).
Nel campo della gestione delle emergenze e in campo umanitario OSM è usatissimo, e su questo potremmo parlarne per ore e ore. Come grandi utilizzatori cito solo la World Bank, La Red Cross, ONU, MSF e le principali ONG.
La P.A. italiana, soprattutto regioni e comuni hanno iniziato a collaborare con OSM. C’è da mettere un conto un primo sforzo iniziale ma i frutti poi arrivano e i dati aperti che nei geoportali vengono utilizzati poco quando sono invece inseriti in OSM acquistano molta più visibilita.

Le ferrovie belghe mostrano la posizione dei treni in tempo reale su mappa OSM. https://trainmap.belgiantrain.be/

Domanda 4 : quali sono i campi di utilizzo di OSM?

La sentieristica, il cicloturismo e i percorsi di mountain bike hanno mediamente un’ottima copertura del territorio (sempre relativamente alla presenza di mappatori nella zona). Wikimedia Italia e il C.A.I. hanno firmato una convenzione per il miglioramento della sentieristica e una stretta collaborazione3.

Ci sono poi i progetti verticali, con siti e app che evidenziano particolari categorie di oggetti. Parliamo di accessibilità col progetto wheelmap, degli idranti con OSMhydrant, mappatura dei defibrillatori, ecc..

Il mondo universitario e della ricerca utilizza frequentemente dati OSM. Anche qui la lista sarebbe talmente lunga che risulterebbe stucchevole.

Il concetto generale è che ognuno contribuisce alimentando il database con ciò che conosce o a cui è interessato. Gli utilizzatori a loro volta possono consultare mappe o scaricare dati o filtrarli secondo le proprie necessità.

In un prossimo articolo parleremo più in pratica di come utilizzare i dati e partecipare al progetto.

http://www.loscarpone.cai.it/news/items/le-conoscenze-geografiche-del-cai-su-sentieri-rifugi-e-bivacchi-allinterno-di-openstreetmap.html

Linkografia

La Wikiguida di OpenStreetMap 
https://www.youtube.com/watch?v=jeG49DxMsvw

La guida passo passo di OpenStreetMap 
https://learnosm.org/it/

Consigli e strumenti per le aziende su come passare a OSM
https://switch2osm.org/

Intervista alla Prof. Maria Brovelli del POLIMI su OSM
https://www.youtube.com/watch?v=x4AZQYPUxKA


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